Governing Digital Education

Nell’arco di un anno, il solo mercato dei MOOC (Massive Open Online Courses) è cresciuto fino a raggiungere oltre 180 milioni di learner sulle principali piattaforme che offrono open access 16mila corsi di più di mille prestigiose università. Con la Cina che punta al sorpasso, forte di una spinta dirigistica del proprio governo, e l’India che si è affacciata prepotente nella classifica delle top ten mondiali, l’ecosistema formativo terziario esce dalle cittadelle del sapere di elite per confrontarsi con le sfide della globalizzazione. La missione stessa della formazione universitaria va ripensata e ridefinita, anche in risposta al crescente bisogno di life long learning.
Ancor più in considerazione del ruolo crescente – e invadente – che stanno assumendo nel settore le grandi multinazionali ICT. L’acquisto – per oltre 25 miliardi di dollari – di Linkedin da parte di Microsoft, con il varo di Linkedin Learning, che può contare su una base installata di 600 milioni di utenti profilati rispetto al proprio percorso e aspettative di carriera, fanno intravvedere scenari e protagonisti molto diversi da quelli che, fino a pochi anni fa, hanno monopolizzato il sistema formativo. Con il rischio che la centralità pubblica ne risulti rapidamente emarginata. Il governo della digital education diventa così una delle partite cruciali da cui dipende il futuro delle nostre democrazie.
I contributi di questo numero si dedicheranno a chiarirne i principali snodi teorici, anche attraverso l’analisi delle più innovative esperienze di didattica digitale.

Gli studiosi interessati a partecipare sono invitati a inviare un abstract compreso entro le 800 parole (compresa una bibliografia essenziale) + una nota di presentazione dell’autore o degli autori di massimo 100 parole. Tutti i materiali e le comunicazioni relative alla pubblicazione vanno all’indirizzo: redazione@digitalpolitics.it.

I contributi dovranno essere compresi tra le 6mila e le 8mila parole, note e bibliografia comprese. Le Web Reviews comprendono review articles e pezzi tra le 3mila e 5mila parole. Gli articoli possono essere scritti in inglese o in italiano.

Gli articoli vengono sottoposti a un doppio referee secondo il sistema del doppio cieco. 

Governing Digital Education

The Covid emergency has led to an acceleration of the inclusion of digital learning in university strategy throughout the world. Within weeks, 90% of the global student population and all teaching and learning activity had been transitioned online, giving rise to the greatest digital education experiment ever seen. Within a year, the MOOC (Massive Open Online Courses) market alone had increased to over 180 million learners on the main platforms on the 16,000 courses offered in open access from over a thousand of the most prestigious universities. With China heading for first place, pushed into the lead by a strong government policy, and India who is proving a strong contender in the world’s top ten, the tertiary education ecosystem is moving out of the elite temples of knowledge and meeting the challenges of globalization head on. The University teaching mission needs to be rethought and redefined, especially in view of the increasing needs of the lifelong learning sector.
And especially in view of the increasing – and increasingly invasive – role that the big tech multinationals are taking on in the field. Microsoft’s acquisition – paying over 25 billion dollars – of Linkedin, with the launch of Linkedin Learning, which has an established userbase of over 600 million, all of them profiled in terms of their career pathway and expectations, enables us to picture scenarios and protagonists that are very different from the ones that dominated professional training until very recently. With the risk that the central role held by the public sector becomes marginalized. Governance of digital education is thus a crucial area that the future of our democracies depends on, yet the political side, unfortunately, seems unaware of its significance.
Contributions to this edition will focus on clarifying the main theoretical issues, and analyzing some of the most innovative digital learning experiences.

Academics who wish to contribute are invited to submit an abstract which should not exceed 800 words (including a brief bibliography) + author biodata of maximum 100 words. All materials and communications regarding the publication should be addressed to: redazione@digitalpolitics.it.

Full contributions should be between 6,000 and 8,000 words, including notes and bibliography. Web Reviews include reviews or articles between 3,000 and 5,000 words. Articles may be written in English or Italian.

Articles will be subject to double blind referee review.